Sa Rocca Ulari

24 Luglio 2018

La grotta Sa rocca Ulàri si apre nel pendio sottostante la chiesa di san Pietro di Sorres, proprio di fronte all’abitato di Borutta, in un bancone di rocca calcarea del periodo miocenico (tra 7 e 12 milioni di anni fa).
La grotta ha  due  ingressi  ed  è costituita da un’ampia galleria principale ad andamento ascendente lunga 190 m e da alcuni rami laterali per un totale di 350 m di sviluppo interno.
La frequentazione è attestata senza interruzione a partire dal Neolitico Medio fino al Medioevo. Lo studio preliminare dei materiali ha permesso di stabilire che il periodo di maggiore frequentazione a scopo abitativo è quello riferibile alla fine del Neolitico Cultura di Ozieri e al primo Eneolitico Sub Ozieri. 
La cavità inoltre assume un interesse naturalistico in quanto all’interno vivono e si riproducono 5 specie diverse di pipistrelli; per questo motivo è stata dichiarata S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario) e attualmente l’ingresso è chiuso da una cancellata in modo da monitorare l’accesso dei visitatori.

Le specie presenti sono: Rinolofo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum), Rinolofo di Mehely (Rhinolophus mehelyi), Vespertilio maghrebino (Myotis punicus), Vespertilio di Capaccini (Myotis capaccinii)e Miniottero (Miniopterus schreibersii).

Grazie alla presenza di grandi colonie di pipistrelli la grotta venne interessata da grandi depositi di guano, cioè degli escrementi da loro prodotti. Questi divennero una risorsa e a partire dalla  seconda metà dell’800 la grotta è stata interessata dall’estrazione di guano che  veniva commercializzato per l’utilizzo come concime agrario.


https://www.youtube.com/watch?v=L0_jdYA16K8

 

 

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